Farnsworth House

Mies pensa a tale progetto come una “scatola”, racchiusa tra due lastre di calcestruzzo e perimetrata da cristallo.

Il cantiere inizia nel settembre del 1949, e si conclude nel 1951. Vengono fatti disegni con due differenti versioni: una ancorata al suolo, e una sopraelevata che verrà poi scelta, verosimilmente perché il fiume di tanto in tanto straripa, e in questo modo non allaga la casa.

Le due lastre sono sostenute da otto pilastri ad H, quattro per lato, disposti ad una distanza di 6,70 metri; con la lastra del pavimento alzata rispetto alla linea di terra di un metro e mezzo. Per arrivare alla quota del pavimento, tra questa e la linea di terra, viene interposta un’altra lastra, quella della terrazza, alla quale e dalla quale arrivano e partono due scalette intese anch’esse come ripetizione di lastre perché ridotte alla sola pedata, sicuramente un chiaro riferimento al De Stij. 

La pianta risulta completamente libera e le varie zone della casa sono schermate da pochissimi mobili.

La villa è orientata perfettamente: il soggiorno è a sud, la camera da letto a est, così che si possa essere svegliati dal sole; i bagni e la cucina a nord; la sala da pranzo a ovest e l’ingresso a sud. Anche all'ingresso è stata data una particolare attenzione: infatti non si entra immediatamente nella casa, ma c’è una zona di passaggio dove troviamo già la copertura ma non ancora le pareti vetrate.

Se si osserva una sezione si nota che i portavetro sono stati studiati in maniera minuziosa, soprattutto nelle giunzioni con la struttura portante, ottenute grazie alla giustapposizione di diversi profilati che ancora non vengono nascosti. In questo senso si può sicuramente parlare di cura del dettaglio di Mies.

Mies scrisse sulla casa: “Anche la natura dovrebbe avere una sua vita propria; non dovremmo distruggerla con dei colori, con le nostre case e con i nostri interni; dovremmo invece cercare di creare un’unità maggiore fra la natura, le case e gli esseri umani. Quando la natura vi appare attraverso le mura di casa Farnsworth, essa assume un significato ben più profondo di quando siete fuori. Si chiede di più alla natura perché essa fa parte di un tutto più vasto. Penso che casa Farnsworth non sia mai stata veramente capita. Sono rimasto in quella casa dalla mattina alla sera. Fino a quel momento non sapevo quanto la natura potesse essere colorata. Bisogna badare ad utilizzare toni neutri negli interni, poiché fuori vi sono colori di ogni sorta. Questi colori cambiano in modo totale e continuo e vorrei dire che ciò è semplicemente magnifico.

 

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